L’eroe ritrovato
Music
When
Show 8:30 PM · Ends 9:30 PM
Where
Centro di Musica Antica Pietà de' Turchini
Via Santa Caterina da Siena 38, Naples
Price
12 €
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About
Note di sala
Che cosa resta dell’eroe quando le armi non bastano più?
Nel teatro musicale di Händel e Vivaldi, re, guerrieri e condottieri non sono soltanto figure di forza. L’amore, l’assenza e il dubbio ne incrinano le certezze, facendo emergere, dietro l’immagine pubblica dell’eroe, una vulnerabilità profondamente umana. Il programma ne segue il cammino interiore: dalla perdita di sé alla progressiva riconquista dell’energia e dell’azione. L’eroe che riemerge non è più soltanto colui che combatte: è un uomo che ha attraversato la propria fragilità e proprio attraverso di essa ha ritrovato la sua forza.
Con Dove sei, amato bene l’eroe appare inizialmente disarmato, sospeso nel dolore e nella solitudine. Vedrò con mio diletto apre invece uno spazio di contemplazione amorosa, nel quale il desiderio si trasforma in promessa e rifugio. In Qual serpe tortuosa l’energia torna a circolare, assumendo però una forma ancora inquieta e vigile. Sarà infine Venti, turbini a liberarla pienamente, convertendo il conflitto interiore in movimento, slancio e ritrovata capacità di agire. Le pagine strumentali non costituiscono semplici intermezzi, ma un autentico teatro senza parole. Ouverture, sinfonie e concerti amplificano le passioni, segnano le diverse tappe della trasformazione e guidano l’ascoltatore dal silenzio della perdita alla tempesta conclusiva.
Orchestra Nazionale dei Conservatori
L’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori nasce nel 2016 come progetto del Ministero dell’Università e della Ricerca, con l’obiettivo di riunire e valorizzare i migliori giovani musicisti dei Conservatori italiani specializzati nella prassi esecutiva storicamente informata. La formazione, che si rinnova periodicamente, ha sede organizzativa presso il Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo.
Nel corso della sua attività si è esibita in importanti festival e istituzioni, tra cui il Festival dei Due Mondi, i Pomeriggi Musicali di Milano, Trigonale, Styriarte, il Teatro Massimo di Palermo e il Teatro dell’Opera di Roma, partecipando inoltre a progetti internazionali come Expo Dubai e Osaka 2025. È stata diretta, tra gli altri, da Enrico Onofri, Rinaldo Alessandrini, Alfredo Bernardini, Enrico Gatti e Ignazio Maria Schifani. La sua discografia comprende una registrazione dedicata ad arie inedite di Francesco Gasparini con Filippo Mineccia per l’etichetta Glossa.
Franko Gustavo Argandoña
Nato in Cile, Franko Gustavo Argandoña è un controtenore specializzato nel repertorio rinascimentale e barocco. Inizia il proprio percorso musicale come chitarrista, fondando in Cile una formazione heavy metal con la quale ottiene diversi riconoscimenti nazionali; proprio in questo repertorio sperimenta per la prima volta l’uso del falsetto, destinato in seguito a diventare il tratto distintivo della sua vocalità. L’incontro con la musica antica lo conduce quindi definitivamente al canto lirico. Nel 2021 si trasferisce in Italia, dove si perfeziona nel canto del periodo barocco presso il Conservatorio “Antonio Vivaldi” di
Alessandria con Mirko Guadagnini, approfondendo parallelamente la prassi esecutiva storica in masterclass con Sonia Prina, Xavier Sabata e Fabio Biondi. Vincitore del Concorso Internazionale “Giuseppe Di Stefano” di Trapani nella sezione dedicata ai controtenori e finalista di Voci in Barcaccia di Rai Radio 3, sviluppa un’intensa attività tra opera e concerto. Tra gli impegni più significativi figurano Disinganno ne Il Trionfo del Tempo e del Disinganno di Händel, e al Monteverdi Festival 2025 di Cremona, il ruolo del Secondo Pastore in Orfeo 2.0: a baRock opera, originale rilettura dell’Orfeo monteverdiano per sette voci, rock ensemble e orchestra barocca. Ha inoltre interpretato la Johannes-Passion di Johann Sebastian Bach e il Cigno nei Carmina Burana di Carll Orff al Teatro Verdi di Trieste. Nel repertorio sacro ha recentemente cantato Nisi Dominus, Gloria e Beatus vir di Antonio Vivaldi e Venere e Amore di Alessandro Scarlatti.
Stefano Demicheli
Allievo di Ottavio Dantone, la sua formazione è stata segnata dagli incontri decisivi con Emilia Fadini, Lars-Ulrik Mortensen, Lorenzo Ghielmi e Jean-Claude Zehnder.
Da giovanissimo ha iniziato una brillante carriera internazionale collaborando con ensemble quali Il Giardino Armonico, Freiburger Barockorchester, Concerto Köln, I Barocchisti, Zefiro e Tafelmusik. Clavicembalista dell’Accademia Bizantina di Ravenna, è stato selezionato personalmente da René Jacobs come suo assistente e maestro al cembalo. Ha collaborato con direttori quali Claudio Abbado, Riccardo Chailly, Giovanni Antonini e Gottfried von der Goltz, esibendosi nelle più importanti sale da concerto e nei teatri di tutto il mondo. È stato solista al Teatro alla Scala di Milano e ospite di programmi televisivi di RAI 5 e Sky Classica HD. Dal 2012 è direttore musicale di Talenti Vulcanici, con cui nel 2019 ha vinto il Premio Franco Abbiati della critica musicale italiana. Negli ultimi anni ha concentrato la propria attività nella direzione d’orchestra, ottenendo unanimi consensi di pubblico e critica. Tra i recenti successi figura Il Giustino di Vivaldi alle Innsbrucker Festwochen der Alten Musik. Dal 2025 è direttore del coro La Stagione Armonica di Padova, succedendo a Sergio Balestracci.
Docente presso il Conservatorio «Giuseppe Verdi» di Torino, coltiva con passione il repertorio contemporaneo. Fabio Vacchi, Mauro Montalbetti e Giovanni Sollima hanno composto brani a lui dedicati.